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Giochi di società: L'uomo nero

E' il primo gioco con le carte che s'impara da bambini. Si mescola, si danno le carte ai vari partecipanti al gioco, in numero uguale naturalmente, e ognuno scarta le coppie di carte dello stesso numero (2 tre, due 5, due 7 e così via) e tutti gli assi, tranne quello di bastoni, che è l'uomo nero. Poi il primo fa scegliere al suo vicino una carta, tra quelle che tiene in mano, ben strette, e così di seguito, con la possibilità di potere sempre scartare due carte uguali. Chi ha il famoso uomo nero, cerca in tutti i modi di farlo prendere al vicino, perché, alla fine, chi resta con questa sola carta in mano, perde e deve pagare o fare una penitenza: "dire, fare, baciare, lettera o testamento".
Da grandi non si fa più questo gioco o, quanto meno, non lo si fa più con le carte. Ma, siccome la maggior parte delle persone resta sempre un po' bambina, finisce che quasi tutti continuano a giocare anche nella vita, come possono. Così, ciascuno nella propria professione, continua a cercare di passare il proprio uomo nero al vicino o alla sua vittima di turno. Prendiamo, ad esempio, gli uomini politici; anche perché sono personaggi pubblici che devono ovviamente rendere conto ai cittadini (i privati sono liberi di fare ciò che vogliono, in quanto  rischiano in proprio e, se sbagliano, pagano di tasca propria).
Ebbene, i nostri buoni e bravi uomini politici, quando prendono un incarico istituzionale, dovrebbero, di conseguenza, assumersi tutti i relativi impegni, beghe e responsabilità. Invece no, niente. Fanno di tutto per "scaricare il barile" o passare l'uomo nero! E come? Volete alcuni esempi? Negli ultimi tempi hanno trovato i consulenti o, meglio, gli "esperti". Roba da matti! Vengono cercati e presi "costosissimi" esperti di tutto - nel turismo, nella sanità, nella cultura - a cui poi affidare tutti i vari uomini neri, affinché se la vedano loro. Così non si hanno problemi, non si hanno rischi, anche perché se va male c'è sempre chi ha le sue responsabilità (in quanto l'uomo nero in mano ce l'ha lui!); e così tutti ci guadagnano, anche poiché - mi dicono - metà delle parcelle, sempre enormi ed esagerate, vanno ai partiti (ma io, naturalmente, non ci credo; anche perché non voglio mica prendermi una denuncia!). E così dal Comune, alcuni uomini neri sono passati alle municipalizzate, poi all'Aspes, alla Pesaro Servizi, alla Pesaro Parcheggi, (e...all'IRCS?) e... chi più ne ha, più ne metta! Così non ci si può lamentare, soprattutto con i nostri bravi e solerti politici ed amministratori, che, molto furbamente hanno passato l'uomo nero , scartando tante belle carte uguali! Ma siccome i nodi, prima o poi, arrivano sempre al pettine finirà, prima o poi, che l'uomo nero resti in mano a qualcuno, inevitabilmente! E allora, bisognerà "pagare o... fare penitenza"! E chi pagherà? Chi farà penitenza? Il Comune no di certo. Allora gli Assessori? Macché! Loro mica ce l'hanno più, in mano, l'uomo nero! E le famose Società di servizi, a capitale pubblico-privato? Ma loro cosa c'entrano? Sono Società privatistiche... perfino a fine di lucro!  Chi deve "pagare o fare penitenza" è il cittadino, che, come sempre, ha e avrà sempre l'uomo nero in mano. D'altronde ce l'ha sempre avuto e pertanto è più che giusto che paghi o, se vuole, "faccia penitenza". "Dire, fare, baciare, lettera o testamento?!"...

Alessandro Marcucci Pinoli


 
 
 
 
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