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Come raggiungere il peso ragionevole

Vale davvero la pena di combatterla, questa guerra contro l'eccesso di peso? Sembra proprio di sì, se consideriamo che questa condizione può provocare molti problemi di salute, che vanno dal rischio di una morte prematura a quello di disturbi medici e psicologici che possono fortemente compromettere la qualità della nostra vita.

Ma allora come si possono evitare i disturbi provocati dall'obesità se, come abbiamo detto nell'articolo precedente, l'organismo umano si difende ferocemente dalla perdita di peso?

Fortunatamente molte ricerche eseguite negli ultimi anni hanno dimostrato che una perdita di peso del 10% è già in grado di aumentare di vari anni l'aspettativa di vita. Questo modesto dimagrimento infatti determina una riduzione del 20% della mortalità totale, del 40-50% della mortalità dovuta al cancro legato all'obesità, e del 30-40% della mortalità legata al diabete. Il dimagrimento determina anche importanti benefici a livello psicologico: un consistente miglioramento del tono dell'umore, dell'immagine di sé, dell'autostima e delle relazioni con gli altri. Se pesi perciò 100 chili e scendi a 90 hai già raggiunto un primo traguardo.

L'AUTO-ANALISI

Proverò ora ad indicare il famoso “peso ragionevole”, cioè quel peso che può essere ragionevolmente raggiunto e mantenuto anche da soli, con le proprie forze e senza causare scompensi psichici, e che consente buone condizioni di salute, fisiche, psicologiche e sociali. In linea di massima il peso ragionevole è il 20% in più di quello che avevi all'età di vent'anni o in un periodo prolungato della tua vita nel quale eri soddisfatto del tuo peso. Se allora pesavi ad esempio 70 chilogrammi (e questo peso magari coincideva con il peso ideale) e ora, a cinquant'anni sei 120 chili, non puoi pensare di tornare a 70. Un obiettivo del 20% in più, cioè 84 chili, può essere un obiettivo realistico. Si vedrà “cammin facendo” se avrai la possibilità e la capacità di raggiungere e mantenere anche un peso inferiore. Ognuno di voi può quindi calcolare in modo semplice il suo peso ragionevole, che potrà raggiungere con l'applicazione del mio metodo per dimagrire.

Per quanto riguarda la velocità di dimagrimento, essa può variare da mezzo chilo a un chilo la settimana; più elevato è il tuo peso iniziale, maggiore sarà la quantità di peso che perderai settimanalmente. Dopo sei mesi di dimagrimento, la perdita di peso si riduce sempre più, fino a raggiungere in alcuni casi un "plateau". Dopo sei mesi è quindi meglio cercare di consolidare il peso ottenuto e passare al programma di mantenimento.

Ho bisogno di perdere peso? Per capire se per te è opportuno perdere peso, dovresti valutare tre elementi: 1. il grado di sovrappeso o obesità; 2. il grado di obesità addominale; 3. la presenza di eventuali fattori di rischio cardiovascolari.

Qual è il mio grado di sovrappeso od obesità? Per quantificare il sovrappeso e l'obesità negli adulti, i medici usano comunemente l'indice di massa corporea, o BMI, perché rispetto al semplice valore del peso il BMI indica con più precisione la quantità di grasso corporeo. Il BMI si calcola dividendo il peso in chili per il quadrato dell'altezza espressa in metri (kg/m2). Ad esempio, se sei alto 1,63 metri e pesi 85 chili: 85/2,65 (1,63 x 1,63) = 32. Hai un BMI di 32. La maggior parte degli studi ha messo in luce l'esistenza di una relazione tra il BMI e il rischio di morte entro un determinato arco di tempo. Sembra che il rischio minore lo corrano i soggetti il cui BMI sia compreso tra 18,5 e 25; il maggiore le persone con un BMI molto elevato o molto basso. Per esempio un BMI di 40 rappresenta un indice di rischio molto elevato.

Qual è il mio grado di obesità addominale? La presenza di una quantità eccessiva di grasso a livello addominale si associa spesso a molti problemi medici, come il diabete di tipo 2, l'ipertensione arteriosa, la dislipidemia (aumento dei grassi nel sangue: colesterolo e trigliceridi) e le malattie cardiovascolari. Una persona ha un'eccessiva quantità di grasso addominale se la sua circonferenza vita (misurata all'ombelico) è:

  • negli uomini: maggiore di 102 cm
  • nelle donne: maggiore di 88 cm.

Ho dei fattori di rischio cardiovascolari? Numerosi sono i fattori di rischio che possono aumentare i rischi legati all'eccesso di peso: per valutare la necessità di perdere peso è necessario tenere conto di questi elementi. Infatti, maggiore è il numero di questi "fattori di rischio", maggiore è la probabilità di andare incontro a malattie cardiovascolari.

Sono esposto ai seguenti fattori di rischio?

  • fumo di sigaretta?
  • ipertensione (pressione sistolica maggiore di 140 mm Hg e pressione diastolica maggiore di 90 mm Hg) o assunzione di farmaci antipertensivi?
  • elevati livelli di colesterolo-LDL (=160 mg%)?
  • bassi livelli di colesterolo-HDL (< 35 mg%)?
  • aumentata glicemia a digiuno (tra 110 e 125 mg%)?
  • storia familiare di malattia coronarica (infarto miocardico e morte improvvisa prima dei 55 anni nel padre o altri parenti maschi di primo grado o prima dei 65 anni nella madre o altre parenti femmine di primo grado)?
  • età: 45 anni per i maschi, 55 anni per le femmine.

Se hai calcolato il tuo BMI, la tua circonferenza vita e il numero di fattori di rischio legati all'obesità ai quali sei esposto, puoi facilmente valutare se necessiti o meno di perdere il 10% di peso.

Conclusioni: è opportuno perdere peso quando...

  • Il BMI è maggiore di 30.
  • Il BMI è tra 25 e 29,9, la circonferenza vita è elevata (uomini >102 cm, donne >88 cm), con 2 o più fattori di rischio associati (vedi sopra).

Può essere opportuno perdere peso, indipendentemente dal BMI, nei seguenti casi:

  1. malattie cardiovascolari: infarto recente, malattia coronarica in atto, altre alterazioni arteriosclerotiche, diabete di tipo 2, sindrome delle apnee notturne (l'obesità è tale che il respiro si arresta durante il sonno);
  2. altre malattie associate all'obesità: disturbi mestruali, amenorrea, mal di schiena cronico, artrosi delle anche e delle ginocchia, calcolosi biliare e sue complicanze, ecc.

In questi casi l'opportunità di un dimagramento deve sempre essere discussa con il tuo medico di fiducia. In tutte le altre condizioni l'obiettivo dovrebbe essere quello di prevenire l'aumento di peso.

Quali sono le cause del mio sovrappeso od obesità? Esistono molti luoghi comuni riguardo all'eccesso di peso. Il più difficile da sfatare è sicuramente quello secondo cui il sovrappeso dipende esclusivamente dall'ingordigia e dalla golosità. Una moltitudine di studi ha chiaramente dimostrato che non esiste una sola causa dell'obesità, ma possono entrare in gioco molti fattori (biologici ereditari, comportamentali e sociali). Mentre i fattori sociali influiscono su tutta la popolazione allo stesso modo, per alcuni individui quelli biologici possono essere più importanti, e per altri ancora possono esserlo quelli comportamentali. Ci sono molte persone che hanno abitudini alimentari simili a quelle di individui obesi, vivono in una società identica, sono sedentarie e nonostante tutto rimangono magre: questo mostra che l'obesità, per manifestarsi, necessita di una forte base genetica. Nei Paesi in via di sviluppo, però, il problema dell'obesità è molto più raro: quindi appare chiaro che i fattori comportamentali e ambientali giocano un ruolo fondamentale nel determinare il manifestarsi dell'eccesso di peso. Dato che non possiamo modificare la nostra genetica, dovrai perciò lavorare per modificare i fattori comportamentali e ambientali, accettando il peso ragionevole che la tua eredità biologica ti impone.

Luciano Baffioni Venturi
Per informazioni: Tel. 0721-31402;


 
 
 
 
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