Si è svolto a Pesaro il 18 ottobre, a Palazzo Montani Antaldi, un convegno medico per fare il punto sulla psoriasi: una malattia della pelle in crescente diffusione. Tra i relatori il dott. Antonio Genga, responsabile del Servizio di Dermatologia dell'Ospedale San Salvatore: di cui pubblichiamo una breve sintesi circa le terapie oggi disponibili.
La psoriasi colpisce il 2-3% della popolazione generale senza predilezione di sesso ed età. E' caratterizzata da un aumento del ricambio delle cellule della cute che si evidenzia con l'accumulo di squame in alcune sedi: preferibilmente i gomiti, le ginocchia, natiche, mani e piedi, cuoio capelluto, anche se qualunque parte della superficie corporea può essere interessata. La malattia in genere si accompagna a uno stato di buona salute generale, anche se notevole può essere il disagio psicologico per l'evidente inestetismo.
Possiamo distinguere la psoriasi in lieve, moderata e grave a seconda che l'estensione della dermatosi sia inferiore al 10%, tra 10 e 20%, superiore al 20% della superficie corporea. Scopo del trattamento è ridurre il numero e l'estensione delle lesioni fino a che esse risultino tollerabili per il paziente. Il trattamento locale è riservato alle forme più lievi e prevede l'uso di corticosteroidi, catrami, derivati della vitamina D. L'azione benefica esercitata dal sole è conosciuta fin dall'antichità e la fototerapia con sorgenti artificiali resta uno dei trattamenti di scelta delle psoriasi estese. La fototerapia con Raggi Ultravioletti B (Uvb 290-320 nanometri) è utilizzata da molto tempo da sola, sia associata all'applicazione di catrame. Attualmente è sostituita dalla fototerapia con Uvb a banda stretta (lampade Philips TL-01 che emettono nella banda 311 nanometri) che consente di ridurre la quantità di energia somministrata. Con questa metodica i risultati terapeutici sono positivi nell'80% dei casi dopo circa 20 sedute.
I trattamenti con farmaci sistemici sono riservati, in associazione alle terapie locali esterne, nei casi di psoriasi grave: Methotrexate, Acitretina e Ciclosporina, molto efficaci nella psoriasi, sono gravati da numerosi effetti collaterali che ne limitano le indicazioni ed impongono una stretta sorveglianza del paziente. Tra questi, la tossicità epatica e renale, la controindicazione in gravidanza, l'aumento di colesterolo e trigliceridi, l'aumento della pressione arteriosa.
La nuova frontiera della terapia della psoriasi sono i Farmaci Biologici: agiscono sul processo infiammatorio che è alla base della psoriasi bloccando alcuni mediatori chimici prodotti dalla cellule della cute. Sono molto costosi e quindi di seconda scelta dopo i trattamenti sistemici convenzionali o la fototerapia; vengono somministrati per via endovenosa o sottocute solo in strutture ospedaliere accreditate (Centri Psocare). Il loro uso, per ora abbastanza limitato, è destinato ad accrescersi nel tempo anche per il discreto profilo di sicurezza.
Antonio Genga