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Le tappe del perdono

Quando proviamo del risentimento, non importa quanto sia giustificato, dobbiamo prendere coscienza di quanto ci danneggi sul piano fisico e psichico essere imprigionati a lungo in sentimenti negativi. E' uno stress cronico, con tutte le conseguenze che ne derivano per la salute. Quando si è colpiti nella propria dignità fisica e morale, è come se il torto subito ci infangasse, ci rendesse simili all'aggressore: le vittime di abusi sessuali spesso si sentono in colpa per la violenza subita.

Perdonare chi ci ha fatto del male non dipende semplicemente dalla buona volontà. E' un processo di crescita, una guarigione lenta, un atto in cui si riaccende la stima per se stessi e per gli altri. Jean Moubourquette, psicologo e consulente spirituale, professore all'Università di Saint Paul di Ottawa, ci indica le 10 tappe necessarie per un autentico perdono.

1) Decidere di non vendicarsi e fare cessare i gesti offensivi. Quanti figli vittime si vendicano inconsapevolmente dei genitori trattandoli malissimo? Ma la vendetta fissa le nostre energie sul passato, impedendoci di vivere il presente e di fare progetti per il futuro, alimenta la collera e ostilità che generano stress.

2) Riconoscere la propria ferita. Se non si accetta la propria sofferenza non si può arrivare al perdono. Negare l'offesa ricevuta cercare delle scuse per chi ci ha offeso, fingere di avere dimenticato tutto, protegge dal dolore ma non guarisce la ferita come solo il perdono può fare. Così la vergogna provata per quanto è accaduto va riconosciuta e accettata.

3) Condividere la propria ferita con qualcuno. Questo serve ad alleggerire il peso. A volte è bene poter parlare direttamente con chi ci ha offeso, oppure confidarsi con un amico o uno psicologo che ci sappia ascoltare senza giudicare o dare consigli.

4) Individuare bene la propria perdita. Significa capire quale parte di noi è stata colpita: la fiducia in se stessi, la fiducia negli altri, significa capire che quanto è successo non ci ha colpito interamente, ma solo in parte.

5) Accettare la propria collera e la propria voglia di vendicarsi.

Una reazione aggressiva contro la violenza e i torti subiti è giusta e sacrosanta, se è momentanea, se serve a difenderci, se non diventa rancore a vita.

6) Perdonare a se stessi. Perdoniamoci anche di non essere stati capaci di evitare che ci facessero del male, capendo che segretamente un po' ci rimproveriamo di quello che è successo.

7) Comunicare e capire chi ci ha offeso. Mettendoci nei suoi panni e cercando di comprendere che quella persona, per quanto male si sia comportata, può cambiare in meglio.

8) Scoprire il significato della ferita nell'ambito della propria vita. Intuire il dolore sofferto può anche arricchire la nostra umanità, la nostra comprensione, facendoci percepire quanto siamo fragili e quanto siamo capaci di reagire.

9) Sapere di essere degni di perdono. Perché se non si pensa di meritare il perdono per i propri limiti non si riuscirà mai a perdonare gli altri.

10) Smettere di accanirsi a voler perdonare. Perché a volte è solo il frutto dell'orgoglio di sentirsi forti e buoni. Lascia che il perdono venga come una ricompensa gratuita per il cammino di crescita intrapreso.

Per intraprendere questa lunga strada verso la serenità sono d'aiuto lo Yoga e le tecniche di rilassamento.

La meditazione del perdono

Con questo esercizio, tutti possiamo fare un po' di pulizia nel nostro passato e liberarci da un'emozione tanto dannosa per l'organismo. Bastano una ventina di minuti e un luogo tranquillo. Per evitare di distrarti, puoi incidere le istruzioni su un nastro, piuttosto che leggerle sul libro. E' bene non imporsi di perdonare nessuno. Comincia pensando a una piccola offesa, poi arriverai ai fatti che hanno provocato in te un forte risentimento. Dopo la meditazione annota su un quaderno tutte le sensazioni e i pensieri che riesci a ricordare, ti servirà a capirti meglio.

Seduto con la schiena dritta ma non rigida, ascolta il ritmo del tuo respiro, fai qualche respiro profondo e quando ti senti rilassato poniti questa domanda: "Che cosa rappresenta il perdono per me, che cosa potrebbe aggiungere alla mia vita?". Immagina come sarebbe più felice il mondo se la persone perdonassero i torti subiti. Chiudi gli occhi.... Adesso cerca di visualizzare una persona che ti ha fatto un torto, cerca di vederla con gli occhi della mente, annota le sensazioni che provi mentre ti ricordi di lei e del torto subito. Dolcemente, senza sforzarti puoi sempre interromperti, fai avvicinare quella persona al tuo cuore. Annota i sentimenti che provi. Se ti senti pronto, guarda questa persona con affetto e dille: "Ti perdono" rivolgiti al suo cuore con parole tue, dille gentilmente: "Ti perdono per quello che mi hai fatto.... ti perdono!". Renditi conto di come questa persona sia a sua volta sofferente e spaventata. Lasciale il tempo di essere toccata dal tuo perdono, sollevata... Pensa ai suoi lati positivi, ai meriti, anche modesti, che ha.

Ora lascia andare quella persona come liberata, trasformata dal tuo perdono. Guardala andare per la sua strada, augurandole tutto il bene possibile...

 

Piccoli passi quotidiani verso la serenità

Molte volte basta la pratica quotidiana di una tecnica di rilassamento per poter guardare con occhi diversi una situazione difficile e ritrovare l'energia per andare avanti. Certo, quello che conta per ottenere dei risultati è un briciolo di autodisciplina, cioè di costanza nell'esecuzione degli esercizi. Pur negli impegni inevitabili della vita quotidiana dovrai trovare tempo per te stesso se vorrai vivere a lungo e sano. In quest'ottica 15-20 minuti al giorno di rilassamento possono fare

miracoli. Ascolta il tuo corpo, mettiti in sintonia, alimentati e muoviti in modo corretto: riuscirai facilmente a prevenire e a curare lo stress. Dedicare tre ore di fila una volta alla settimana al rilassamento o all'attività fisica, e poi non fare più niente fino alla settimana successiva è meno proficuo che impegnarsi qualche minuto tutti i giorni. Inizia subito seguendo queste facili regole.

1. Cerca di non usare sempre la sveglia: se andrai a letto presto, dopo una cena leggera, e sarai rilassato il sonno sarà fruttuoso e seguirà i normali ritmi biologici, al mattino ti sveglierai da solo e avrai dormito un numero di ore sufficiente al tuo organismo.

2. Non saltare giù dal letto immediatamente: stiracchiati come un gatto, se dormi con qualcuno una carezza o un abbraccio è il modo migliore per iniziare la giornata.

3. Il mattino è il momento ideale per praticare gli esercizi di respirazione e la meditazione: la meditazione è una grande fonte di serenità interiore che ti permetterà di affrontare meglio gli impegni quotidiani, specialmente se preceduta da 10 minuti di respirazione diaframmatica controllata.

4. Mentre ti lavi, ti vesti, ti prepari ad uscire ascolta se puoi una musica rilassante che più ti piace.

5. La colazione è un momento importante della giornata: falla a casa, seduto, tranquillo, senza distrazioni. Preferisci alimenti digeribili, nutrienti ed integrali: latte, orzo, caffè, tè, yogurt, spremute o centrifugati di frutta, cereali integrali, pane tostato, frutta secca, miele, marmellata. Bevi all'inizio della colazione alcuni bicchieri di acqua fresca. Varia se possibile gli alimenti da un giorno all'altro.

6. Prima di uscire scambia un saluto e un abbraccio con i tuoi familiari, se sei da solo sorriditi guardandoti allo specchio ed esci sorridendo alla giornata che inizia e alle persone che incontrerai.

7. Se hai dei bambini da accompagnare a scuola ricorda che quei pochi minuti sono preziosi anche a loro per scaricare la tensione, confidarsi con il genitore, ricevere incoraggiamenti e conforto. Andando a piedi o in bicicletta il movimento attenuerà lo stress di inizio giornata.

8. Durante il lavoro cerca di fare una breve pausa ogni ora: bevi acqua, caffè lungo o spremuta, fa alcuni esercizi di stiramento (stretching) e di rotazione dei muscoli del collo, della colonna, delle spalle, un po' di movimenti sulla punta dei piedi per attivare la circolazione venosa delle gambe. A metà mattina se puoi concediti una pausa di 10 minuti.

9. Qualunque sia il tuo lavoro non saltare il pranzo ma consumalo con calma e da seduto, magari sulla scrivania se proprio non puoi uscire. Se puoi tornare a casa o pranzare rilassato con degli amici è meglio.

10. Dopo mangiato, se vuoi evitare la sonnolenza, cerca di camminare un po'; se sei molto stressato anche un riposino di mezz'ora sul divano o sul letto ti gioverà.

11. A fine giornata, se fai un lavoro sedentario non dovrà mancare dell'attività fisica: torna a casa a piedi o in bicicletta, se c'è bel tempo vai a passeggiare o a fare un po' di corsa. Se ne hai il tempo un'ora di palestra, di tennis o di piscina ti gioverà. Contro l'eccessiva tensione nervosa mezz'ora di rilassamento, respirazione diaframmatica o yoga sarà utilissima.

12. La cena dovrebbe essere il momento conviviale più importante della famiglia: va preparata con calma, dedicando del tempo alla cucina, specialmente se il pranzo si fa fuori casa; la tavola è un'occasione per raccontarsi i fatti e i problemi della giornata e per ricevere consiglio e conforto, ma i problemi più spinosi vanno meglio trattati dopo cena, senza i figli se questi non sono direttamente interessati.

13. Se alla fine della giornata sei particolarmente teso e nervoso un bagno caldo, magari con sali od essenze aromatiche, ti aiuterà a rilassarti.

14. Se vivi in coppia cercate di sincronizzare le vostre energie facendo insieme qualcosa di piacevole prima di andare a letto: una piccola passeggiata, lavare i piatti o riordinare la casa (in due si fa prima e meglio!), chiacchierare o guardare la televisione assieme sul divano. Molte coppie che pure si amano fanno fatica ad avere una buona intesa sessuale perché i loro ritmi sono sfasati: uno dei due alla sera è stanco, l'altro è sveglio, uno al mattino sprizza energia, l'altro è ancora addormentato. Questo succede perché i partner non stanno abbastanza a lungo insieme per essere in sintonia e ricreare una bella intimità.

15. Alla sera ci sentiamo addosso tutta la stanchezza della giornata. Se però abbiamo accumulato tensione questa ci può disturbare la digestione della cena, favorire il mal di testa o il mal di schiena, ostacolare l'addormentamento e il sonno. Saranno

allora utili le tisane con erbe sedative (camomilla, passiflora, tiglio, valeriana, melissa, ecc.) e, in alcuni casi più ribelli, anche i medicinali ansiolitici (benzodiazepine) che inducono il sonno, purché prescritti dal medico ed assunti per brevi periodi di 10-15 giorni. Va assolutamente evitata l'abitudine ai tranquillanti e ci riuscirai correggendo le abitudini di vita durante la giornata con le tecniche di rilassamento già illustrate. I bambini si addormentano tranquilli, senza incubi e senza fughe nel "lettone", se i genitori li mettono a letto con serenità, seguendo piccoli ma precisi rituali. Il sonno può incutere paura (anche agli adulti) perché dissolve la coscienza e l'autocontrollo, può dare l'impressione di non risvegliarci, di non tornare ad essere gli stessi o di non avere più accanto le persone care. Chiacchierare brevemente facendo con il bambino il consuntivo della giornata, complimentandosi per i risultati scolastici o familiari raggiunti, recitare assieme le preghiere rassicura il piccolo e gli assicura (ed anche ai genitori) un sonno più tranquillo. La preghiera all'angelo custode è una forma di meditazione che calma e tranquillizza con la visualizzazione di una presenza benefica e protettiva che starà a fianco del bambino addormentato fino al suo risveglio.

Anche gli adulti possono giovarsi di piccoli gesti rituali rassicuranti prima del sonno: non si può pretendere di passare dallo stress al sonno in pochi minuti. Ti gioveranno una doccia o un bagno caldo, anche semplicemente un pediluvio, una tisana o

una tazza di latte caldo, una breve lettura distensiva o di meditazione. Con un po' di allenamento alla meditazione e alla ideazione positiva potrai visualizzare qualche situazione piacevole e rilassante, un ricordo molto gradito, una circostanza nella quale hai avuto grandi soddisfazioni. Potrai anche immaginare situazioni positive attinenti alla giornata successiva: vederne con la mente la soluzione favorevole e immaginare nei dettagli di essere di già in quella circostanza ne favorirà di certo la realizzazione.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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