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I vizi delle merci

Può capitare ad ognuno di noi di acquistare un prodotto che non funziona affatto o che non funziona come dovrebbe. Gli esempi sono innumerevoli: basti pensare ad un paio di scarpe che si scolora alla prima pioggia, alla bicicletta il cui cambio non funziona, a un capo di abbigliamento con un'abrasione, alla radio a cui "saltano le stazioni", alla bacinella con un piccolo buco e che quindi perde acqua e via dicendo.

Che diritti ha il consumatore in questi casi e, soprattutto, come bisogna comportarsi per farli valere ed evitare sorprese? La legge stabilisce espressamente che il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata (è il caso della bacinella bucata) o ne diminuiscano in maniera apprezzabile il valore (è il caso del capo di abbigliamento con l'abrasione). Tale garanzia è sempre dovuta perché lo stabilisce la legge, tuttavia è possibile escluderla o limitarla di comune accordo. E' possibile, quindi, che il venditore cerchi di fare il furbo invitandoci a firmare clausole quali "merce come vista", "merce vista e piaciuta", "nello stato in cui si trova": cercando quindi di farle passare come accordo di esclusione di garanzia. In ogni caso la garanzia rimane (nessun patto limitativo avrà efficacia) se il venditore ha in mala fede taciuto i vizi della cosa pur conoscendoli. La garanzia è esclusa quando al momento del contratto:

  1. il compratore conosceva i vizi della cosa. E' il caso del vestito con l'abrasione: veniamo informati del difetto e noi decidiamo di acquistarlo egualmente (con l'intento magari di ripararlo) perché il prezzo è scontato; della bicicletta con il cambio difettoso.

  2. i vizi erano facilmente riconoscibili (e il caso della bacinella con il buco in evidenza), salvo che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi.

  3. se la cosa non funziona a causa di uso improprio del compratore o se i vizi sono pressoché irrilevanti.

Spesso capita che la cosa abbia dei "vizi occulti", cioè non riconoscibili al momento dell'acquisto (è il caso delle scarpe che si scolorano alla prima pioggia). Cosa fare in caso di vizi? E necessario:

  1. denunciare i vizi entro otto giorni dalla scoperta, altrimenti si perde la garanzia;

  2. recarsi immediatamente al negozio o telefonare immediatamente al venditore;

  3. scrivere una raccomandata con avviso di ricevimento (o un fax) al venditore, denunciando che la cosa è difettosa e descrivendo anche in maniera generica i difetti;

  4. conservare la ricevuta della raccomandata, o del fax, per avere la prova dell'avvenuta denuncia;

A cosa ha diritto l'acquirente?

  1. alla risoluzione del contratto. Il contratto viene sciolto, la merce va riconsegnata e il prezzo deve essere restituito. Oppure, a scelta del compratore, alla riduzione del prezzo (è il caso della bicicletta col cambio da aggiustare che posso pagare di meno);

  2. in ogni caso l'acquirente ha diritto al risarcimento del danno subìto, sempre che il venditore non dimostri che ignorava senza sua colpa i vizi della cosa. Ha diritto anche al risarcimento del danno causato dai difetti della cosa (esempio: caduta dalla bicicletta a causa dell'uscita improvvisa della catena e del blocco ruota per il cambio difettoso).

Se il venditore non adempie spontaneamente ai suoi obblighi occorre rivolgersi al giudice: entro, però, il termine massimo di un anno dalla consegna della cosa. In pratica tutto si può facilmente risolvere con la sostituzione spontanea del prodotto difettoso da parte del venditore.

Da questa garanzia occorre tenere distinta quella di "buon funzionamento" che generalmente viene prevista per le automobili e gli elettrodomestici, ma che non annulla ma si aggiunge a quella generale di cui abbiamo finora parlato. In tale garanzia il venditore si impegna a garantire il buon funzionamento del prodotto venduto per un certo periodo (6 mesi, un anno, due anni o anche tre anni).

Se non è stabilito diversamente dal contratto il guasto si deve denunciare entro 30 giorni dalla scoperta. L'eventuale ricorso al giudice deve essere fatto entro sei mesi dallo scoperta del guasto o dell'inconveniente. Il venditore può essere costretto a sostituire il prodotto o a ripararlo, oltre a risarcire eventuali danni.

Antonio Fraternale


 
 
 
 
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