Anche quest'anno si è tenuto a Pesaro il raduno annuale dei reduci "non-collaboratori" dei campi di prigionia alleati. Sono coloro che, fatti prigionieri quando combattevamo contro gli americani e gli alleati nella Seconda Guerra mondiale, si sono rifiutati di firmare gli atti per diventare "collaboratori" dopo l'8 settembre.
E' un momento di rara intensità, questo, per chi ha la fortuna di poter passare qualche ora insieme a loro: soprattutto per noi giovani. E' il momento in cui ti viene finalmente sbattuta in faccia quell'idea di Patria che nessuno osa più darti; una Patria come un sentire comune, un insieme fatto di chi lavorava nei campi e chi lottava sul fronte; di chi si interessava delle finanze pubbliche e di chi aveva le mani dure dal lavoro estenuante dall'alba al tramonto. E c'è una prova che quella sia l'idea più vera e genuina di Patria, quella che non bisogna perdere: gli occhi di chi racconta di quando lasciava volontariamente casa e affetti, una ragazza e un lavoro, un pasto e un letto sicuro per l'onore dell'Italia: sono occhi vivi, profondi, di chi sa che "quello che dovevo fare l'ho fatto, ora tocca a voi".
E' un passaggio di consegne questo incontro annuale, un ricordo dei compiti che abbiamo noi giovani, che dobbiamo far sì che l'Italia non sia solo uno Stato, ma una Nazione, e che l'Europa che si va formando sia l'insieme delle nostre tradizioni millenarie, dei sacrifici di chi ha lottato affinché l'unione potesse avverarsi, nel rispetto delle specificità di ogni popolo. E dobbiamo ricordare che senz'altro occorre rifuggire la guerra, madre di grandi dolori, ma non a scapito dell'onore o della verità; che ogni uomo ed ogni donna hanno un senso e un ruolo, non sufficiente ma necessario, all'interno della vita della comunità nazionale e che il voler adempiere al meglio tale ruolo porta benefici a tutti.
Gli esempi che abbiamo avuto davanti agli occhi nel fine settimana di metà settembre devono renderci forti davanti alle avversità che sicuramente l'Italia incontrerà ancora.
Carlo Alberto Consani