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Ottobre 2004 / Opinioni e Commenti
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Come nasce un tappeto persiano


Il “pavone di Fayaz”

I titolari della Ditta H&W FAYAZ, Hossein e Wanda Fayaz Torshizi, importatori di tappeti persiani in Italia, hanno servito dal 1972 le popolazioni delle province di Rimini e Pesaro: qui, nel 1974, è stato aperto in Piazzale Primo Maggio il primo negozio specializzato di tappeti orientali. Dal 2000 operano anche su Internet (www.fayaz.it) a livello nazionale, offrendo la migliore qualità del tappeto Persiano Orientale al migliore prezzo di mercato. In questi anni, più di 5.000 clienti italiani e di alcuni Paesi europei hanno avuto modo di constatare che svolgono il loro lavoro con tanto amore e perizia. Il loro obiettivo non è soltanto vendere i tappeti, ma creare un rapporto costante con la clientela e offrire un servizio di qualità. Hossein Fayaz dal 1981 è iscritto al Ruolo dei Periti ed Esperti di tappeti ed arazzi nazionali ed esteri istituito presso la Camera di Commercio.Attualmente la Ditta H&W FAYAZ svolge la sua attività, oltre che a mezzo di Internet, nella sede di Morciano di Romagna (Via Roma, 51) che si trasferirà a fine anno in Via Raffaello, 7.

Hossein Fayaz ci racconta come nasce un tappeto persiano ai tempi nostri. “Alla fine degli anni ‘70, nel nostro negozio di Pesaro ho conosciuto il vecchio Capitano Martoscia. Mi ha proposto un affare, che ho accettato subito. Aveva un bellissimo arazzo di seta indocinese che aveva acquistato ad Hanoi durante uno dei suoi viaggi nel 1929. Nel campo dell'arazzo dominava un bel pavone seduto su un albero in fiore. Sembrava un vero pavone, tutto ricamato con delle sete fini e pregiate in tante tinte: avorio, turchese,verde, nocciola, marrone chiaro e scuro, blu chiaro e scuro, rosa, oro. Il pavone, anche se è un uccello del sub-continente indiano, resta molto familiare a noi persiani: forse per il trono del pavone che dai tempi dell'imperatore Nader Scià (1730-1747) era la sedia dei re persiani. Comunque il pavone è un uccello talmente bello e magico, che tutte le volte che lo guardi ti incanta.
Nella mia collezione personale avevo un tappeto persiano, Esfahan, fine e pregiato, annodato a mano su un telaio verticale con l'ordito e la trama di seta ed i nodi di una lana rara e costosa (unicamente persiana) chiamata “Kork”, che ha la finezza e lucentezza della seta e la resistenza della lana: decorato con un medaglione centrale floreale e uno splendido bordo con le palmette Scià Abbasi del motivo “Herati”.
Pensavo: quanto sarà bello se un giorno si potrà realizzare un esemplare con il bordo di questo Esfahan ed il campo di questo arazzo Hanoi. Alla fine degli anni ‘80, con l'aiuto dei miei fratelli (Abbas, ingegnere, ed Ali, geometra: tutti e due industriali del settore di tondini e fili di rame) abbiamo trasformato la nostra casa paterna a Kashmar (Iran) in un laboratorio artigianale di tappeti persiani, moderno come struttura e tradizionale come metodi di lavorazione. Era arrivato il momento di realizzare il mio pavone. Per il primo passo mi ha aiutato un artista italiano, il fotografo Franco Leonardi dello Studio Leon di Pesaro. Con un fotomontaggio abbiamo creato il progetto di una preghiera con il bordo del tappeto ed il campo dell'arazzo. Risultato: il pavone e gli alberi fioriti di Hanoi al centro, incorniciati nel bordo elegante dell'Esfahan.
Tutti i tappeti prodotti nel laboratorio di famiglia sono firmati Fayaz, in lingua farsi (persiano), in tinta nera sul fondo beige e progressivamente numerati nell'angolo di sinistra in alto con i numeri persiani (arabi) in colore nero. La firma e il numero, che è un codice progressivo in ordine di produzione (ogni numero corrisponde ad un fascicolo contenente tutta la storia di quel tappeto e i suoi autori, che rimane gelosamente conservato nell'archivio del laboratorio Farsh Reza di Kashmar), assieme ai materiali usati, tinte uniche naturali, disegni particolari ed il nodo singolo Takbaft, rende inconfondibile "il tappeto persiano Kashmar firmato Fayaz".
La densità di nodi è di 600 in un metro lineare, e 360 mila in un metro quadrato (42 Raj in 7 centimetri), con il nodo persiano a filo unico (Farsibaft e Takbaft). I materiali usati sono: le lane e sete pregiate di Khorassan (Mashhad) sull'ordito di  cotone ben ritorto, tinteggiati completamente con coloranti naturali (tinte vegetali ed animali). La dimensione di questo tappeto è di centimetri 150 per centimetri 100”.


 


 
 
 
 
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