Nel cimitero di Serrungarina è ubicato un monumento funebre al Generale e Senatore del Regno Bernardino Serafini. Un'aquila bronzea dalle grandi ali spiegate ricorda la figura di questo liberale illuminato capace di disapprovare, a differenza di altri anticlericali, l'attentato al giurista pontificio Pellegrino Rossi, consigliere di Pio IX. Da ragazzo compì i primi studi nel paese di Bargni, dove nacque il 20 maggio del 1822 da una famiglia di grandi proprietari terrieri. Successivamente studiò fisica e matematica a Urbino e si laureò in matematica e ingegneria nell'Ateneo romano nel 1848. Nell'aprile dello stesso anno si arruolò nel battaglione degli studenti volontari della prima Guerra d'Indipendenza contro l'Austria e alla fine dell'anno diresse i lavori di fortificazione di Ancona. Nel 1849 partecipò alla difesa della Repubblica Romana e nel 1860 partì con Garibaldi nella spedizione dei Mille in Sicilia partecipando alla battaglia del Volturno (1 ottobre 1860). Dopo l'unità d'Italia, rientrato nello Stato maggiore del Regno, fu promosso al grado di generale. Tra il 1861 e il 1864 partecipò con il gen. Pallavicini alla campagna contro il brigantaggio meridionale, fenomeno politico-sociale che associò le forme tradizionali del ribellismo contadino a una violenta protesta contro il nuovo Stato italiano. Fedele alle istituzioni liberali e allo Statuto, il gen. Serafini venne nominato senatore il 7 giugno 1886, due anni dopo che aveva lasciato il servizio militare per dedicarsi alle proprietà terriere. Morì il 23 luglio 1906: l'Unione liberale monarchica lo ricordò poche ore dopo il decesso con un manifesto che ricordava il politico e militare Serafini come uomo che non dimenticò mai gli ideali ai quali aveva consacrato la sua giovinezza e che non ebbe mai nemici.
Massimo Magi
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