Un’esposizione di maioliche rinascimentali, a cura di Giuseppe Papagni e Gabriele Leopardi. Sarà inaugurata martedì 5 ottobre alle ore 18, presso la ex chiesa di San Michele, Via Arco d’Augusto. La mostra proseguirà fino al 14 ottobre, con orario 17-19.30. Le maioliche esposte, 60 reperti del collezionismo privato, restaurate ed integrate, contribuiscono alla storia dei manufatti ceramici che segue la vita e le testimonianze creative e geopolitiche del territorio metaurense. A Fano ulteriori testimonianze di ceramiche, ritrovate in sterri casuali, arricchiscono il repertorio locale del patrimonio artistico. Tra i vari esempi, unico nel suo genere, un piatto quattrocentesco ritrovato in Via Nolfi, presenta la tesa decorata a raggiera con la lettera “M” ascrivibile ai Malatesta e al centro la lettera “P” in carattere gotico, con tre cerchietti che molto probabilmente richiamano l’emblema di Pandolfo III Malatesta. Anche dalla collina di San Biagio proviene una ceramica con l’interessante configurazione della città stilizzata tra chiese e campanili. Realizzata nei primi anni del XVI secolo, dipinta su maiolica l’immagine rimanda alla presenza di più porte: quella detta “Maggiore” e l’altra denominata di Santo Spirito ancora oggi visibile in quelle mura un tempo lambite dal mare. Un boccalino prodotto a Casteldurante nel secolo XVIII, di proprietà privata, è riprodotto in un dipinto con natura morta di Carlo Magini, facente parte della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Altri frammenti ceramici provenienti da Pesaro e per la maggior parte da Urbania, l’antica Casteldurante costituiscono la mostra che è stata resa possibile grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, all’Archeoclub locale, al Comune e ai collezionisti che hanno prestato le loro opere.
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