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Settembre 2000 / Salute
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Sta nel cromosoma 'y' il gene dell'infedeltà
Settembre 2000

Estate, tempo di vacanze, tempo di tradimenti: almeno a quanto affermano i rotocalchi che circolano in questa stagione. Addirittura qualche sessuologo consiglia la scappatella estiva come ricostituente per la coppia in crisi. Senza voler disquisire sulla correttezza o meno di questo rimedio ad un problema così drammatico ed attuale come la crisi di coppia (ma potrebbe essere lo spunto per un dibattito sulle pagine dello Specchio, in cui i lettori dicono la loro), vorrei segnalare il diverso approccio da parte del maschio e della femmina nei confronti dell'atto sessuale.

Fare all'amore piace ad ambedue, ed è aperto il discorso se l'orgasmo di lui sia più intenso di quello di lei (ma sappiamo tutti che lei può ripetersi con più facilità); la differenza sta nella disponibilità. E sì, perché noi maschietti siamo piuttosto disponibili ad esperienze fugaci senza andar tanto per il sottile, mentre lei è certamente più selettiva. Che il gene dell'infedeltà stia nel cromosoma "Y" è dimostrato anche dal fatto che gli omosessuali di sesso maschile sono notoriamente promiscui, mentre quelli di sesso femminile formano abitualmente coppie stabili.

Tipica è la situazione in cui il marito tradisce la moglie con una più brutta e la cornuta esprime rammarico e tanta incredulità: "Capisco con una più bella, ma proprio con quella!" Quante volte lo abbiamo sentito? Lei invece tradisce più difficilmente e comunque con uno migliore e dopo averci pensato parecchio, perché la donna che ama e sta bene con un uomo non tradisce. So che qualcuno dirà che sono un illuso, ma non ci dobbiamo confondere con la situazione, comune a molte donne, in cui lei sta insieme ad un uomo, anche senza amarlo, solo per opportunità (chiaramente la cosa può accadere anche all'inverso). Non mi interessa considerare la correttezza di tali scelte; in questo scritto voglio spezzare una lancia a favore di tutti gli uomini "facili", cioè della maggioranza, ed in particolare di quelli che, avendo seguito questa loro inclinazione, sono stati poi criticati. Sappiano costoro che sono stati mossi dal proprio istinto naturale selezionato in milioni di anni di evoluzione che ha premiato, come più adatte nella lotta per la sopravvivenza, le specie caratterizzate dai due sessi, con lui disponibile e lei selettiva. Colleghi maschi, il nostro è un destino comune a quello del 99.99% delle specie animali presenti sulla terra. Scusate se è poco.

Andiamo dunque a spiegare le basi biologiche del differente comportamento nei confronti del sesso fra maschi e femmine (non solo umani). Per ben comprendere la complessità della cosa, bisogna prima rispondere ad una domanda. Qual è la differenza fondamentale fra tutti i maschi e tutte le femmine di tutte le specie della Terra (anche quelle del mare, naturalmente)? Sbagliato! Non si tratta di quella propaggine carnosa che in genere pende fra gli arti posteriori dei mammiferi maschi alla quale tutti avete pensato. La differenza di fondo fra i due sessi sta nel tempo e nelle energie profuse per portare a compimento la nascita di una nuova vita. E' evidente che nella totalità delle specie che vedono differenziati i due sessi, tempo ed energie sono tutte a carico della femmina. Esistono certamente dei casi, come quello della specie umana, in cui anche il maschio collabora al reperimento delle risorse per il mantenimento della prole, ma sono casi riguardanti la sovrastruttura culturale. Biologicamente è la madre che porta in grembo il nascituro per nove mesi e che poi continua allattandolo. In rapporto a tanto impegno femminile, quello di noi uomini equivale ad un attimo.

Ma cosa c'entra questo con il diverso approccio comportamentale nei confronti dell'atto sessuale dei due sessi? Semplice: se il coito è il momento cruciale in cui si attua il rimescolamento del patrimonio genetico che dovrebbe rendere il nuovo individuo adatto al suo ambiente di vita, ed essendo il nuovo individuo strumento del proseguimento della vita dei geni genitoriali, è evidente l'interesse diverso fra femmina e maschio. Per quest'ultimo la probabilità di tramandare al futuro il proprio patrimonio genetico è proporzionale alle femmine fecondate senza badare alle caratteristiche di queste; mentre per la femmina, visto l'impegno in tempo ed energia profuso, sarà essenziale accoppiarsi con un partner affidabile dal punto di vista della qualità del corredo genetico. Lei non può sbagliare. Da qui la selettività di lei e la disponibilità di lui.

Un'ultima considerazione. Come in tutti i fenomeni naturali anche in questo di eccezioni ce ne sono tante; così fra gli uomini ce ne sono molti che sono tutt'altro che disponibili, capitasse fra le loro braccia anche la Cucinotta. Fra questi probabilmente il fidanzato/marito di chi mi sta leggendo e sicuramente l'estensore dell'articolo.

Claudio Mari

 

 


 
 
 
 
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