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5 Agosto 2000: Tebaldi day

Settembre 2000

L'emozione di un ritorno

Ho provato un'emozione forte tornando dopo tanti anni a Pesaro, una città piena di bellissimi ricordi: i miei zii, le mie cugine, il Conservatorio dove ho iniziato a studiare canto su consiglio di Zandonai. Per la verità c'ero già tornata qualche volta molti anni fa, silenziosamente, quando abitavo d'estate vicino a Gabicce. Percorrevo quella magnifica strada Panoramica e poco dopo mi trovavo in città e rivedevo tutti i luoghi della mia giovinezza: la chiesa di San Cassiano, dove sono stata battezzata, la strada del centro dove c'era la pasticceria degli zii Alberini, la stupenda Piazza del Palazzo Ducale dove persino negli anni della guerra faceva tappa "Il Carro di Tespi", una compagnia di giro che metteva in scena spettacoli d'opera. Qualcuno ogni tanto mi riconosceva, ma non osava avvicinarsi, forse per una forma di riserbo: io sorridevo e allora venivano a salutarmi.

Tornando da voi per questa bella giornata del 5 agosto, ho trovato tanti cambiamenti! Vicino all'Hotel Vittoria, che mi ha ospitato con grande cortesia, ho ammirato quel magnifico mappamondo di Pomodoro, dove ai miei tempi c'era il Kursaal; e ho rivisto come in un sogno il villino liberty Ruggeri, intatto come ai tempi dei miei anni da ragazza. Ho ritrovato una Pesaro molto bella: più grande, con tanti fiori e prati all'inglese sul lungomare, con tanti turisti che ai miei tempi non c'erano: al mare c'eravamo solo noi residenti locali e tutta la città era più modesta, più raccolta.

Poi la cerimonia in Comune che mi ha riempito l'animo di gioia, per l'accoglienza fantastica di tanti amici e di tanti cittadini che hanno voluto farmi festa. Ero emozionata ma anche tranquilla, perché ero contenta di essere lì e mi sentivo a mio agio. Poi il Teatro Rossini la sera! Sono arrivata molto prima che iniziasse la rappresentazione; guardavo il teatro dal palco e pensavo che anche la mia voce, fra le tante, era stata assorbita dagli stucchi, dalle pareti, dai legni: quando sul quel palcoscenico avevo cantato la Tosca e l'Andrea Chénier negli anni '47-48. Nessuno poteva prevedere che questo teatro sarebbe diventato la sede di una grande rassegna internazionale come il Rossini Opera Festival, che è certamente un vanto per la città. Mi piacerebbe che qualcuno promuovesse un analogo Festival verdiano a Busseto, magari l'anno prossimo, per il centenario della morte di Giuseppe Verdi.

Vorrei ringraziare di cuore, attraverso questo giornale, tutti coloro che hanno reso possibile questo mio nuovo, straordinario incontro con Pesaro. Mi sarebbe piaciuto tornare in visita anche al Conservatorio, ritrovare le aule dove seguivo le lezioni di Carmen Melis, le piccole strade adiacenti, con i negozi di musica. Non potevo sapere (né sperare), allora, che un giorno sarebbero state esposte in quelle vetrine anche le copertine dei miei dischi.

Renata Tebaldi

L'abbraccio della città

Il primo "Tebaldi Day" dopo il ritiro dalle scene si è tenuto a New York nel 1995, alla presenza di un collega di Oriano Giovanelli: il sindaco Rudolph Giuliani, grande fan della cantante, che dopo il ricevimento al municipio l'aveva accompagnata al Metropolitan per un'altra straordinaria rimpatriata. Era stata anche l'occasione per presentare l'edizione inglese della sua biografia scritta da Carlamaria Casanova. C'era la fila per farsi fare l'autografo sul libro da "Miss Sold Out" (Miss "Tutto Esaurito"), come veniva chiamata al botteghino al tempo dei suoi trionfi; o "Iron dimples" (fossette d'acciaio), come la chiamava Rudolph Bing, il leggendario sovrintendente del Metropolitan, con riferimento alla sua ferrea determinazione.

Poi finalmente il ritorno a Pesaro, propiziato dalla prima intervista di Elio Giuliani per "Radiocittà", quando le è stata conferita la cittadinanza onoraria di Gabicce; e l'ampio "ritratto" pubblicato dal nostro giornale nel dicembre scorso, seguito dall'invito ufficiale del sindaco. Renata Tebaldi è stata accolta nella sala del Consiglio comunale da un applauso interminabile (piuttosto inconsueto in quell'aula dove volano in genere altri complimenti) e dai discorsi di benvenuto del sindaco e del sovrintendente del ROF Mariotti; ai quali ha risposto con la consueta, incantevole semplicità.

La sera, quando lo speaker ha annunciato la sua presenza in sala, prima della recita de L'assedio di Corinto, è partita spontaneamente la "standing ovation" del pubblico (in gran parte composto da stranieri): quasi un urlo verso il palco reale illuminato dai riflettori. Lei ha risposto lanciando baci con la mano inanellata, investendo la platea col bagliore di un diamante che dardeggiava in tutte le direzioni, come un faretto. Sono andati in tanti, nell'intervallo, a renderle omaggio nel palco: anche una signora americana che le ha chiesto un autografo e poi è scoppiata in lacrime, ricordando una delle sue interpretazioni della Traviata a New York, al tempo del massimo fulgore. La Tebaldi ha accolto tutti con simpatia; ha scambiato baci col sindaco, sotto gli occhi divertiti di sua moglie; e ha persino fatto arrossire un sindacalista di ferro come Sergio Cofferati, notando con civetteria che era più bello dal vivo che in televisione.

Ancora un'ultima ovazione in Piazza Lazzarini da parte di un gruppo di irriducibili appostati all'uscita del teatro. Poi il ritorno all'Hotel Vittoria che l'ha ospitata nella suite "Placido Domingo". Chissà che in futuro una di quelle camere per VIP non cambi l'attuale denominazione…

A.A.


 
 
 
 
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