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La criminalità a Fano: 2ª puntata

La delinquenza non ha colore

Ho letto con particolare attenzione l'articolo inerente al problema della criminalità a Fano, nella fattispecie il botta e risposta fra il Circolo Papini e il consigliere comunale di F.I. Carloni, e questo ha suscitato in me alcuni pensieri, dal momento che il problema criminalità è sentito in molte città, Bologna in primis.

Non avendo avuto modo di seguire la locale cronaca dei mesi passati, né tanto meno le proposte fatte dal giovane consigliere comunale di Forza Italia, posso solo dire che trovo inutile perdere tempo in futili discussioni e alterchi gratuiti; sarebbe più producente prendere in esame differenti proposte per risolvere questo annoso problema che non si limita ad un fenomeno momentaneo ma che assume sempre più grandezze crescenti. La zona universitaria di Bologna ad esempio, un tempo ricca di interessi culturali, è diventata da alcuni anni a questa parte il simbolo del degrado: il Teatro comunale, oltre ad essere divenuto il dormitorio di molti barboni, rende piuttosto l'idea di un vecchio capannone abbandonato; le centenarie sedi di facoltà quali ad esempio Giurisprudenza e Lettere, si sono ormai trasformate nel rifugio di spacciatori ed extracomunitari, gli stessi che alimentano gran parte della delinquenza locale. Si è tanto parlato anche qui a Bologna di modello americano, di "tolleranza zero" nei confronti dei cittadini non in regola, ma nessuno ha ancora compreso che il problema va risolto alla radice. Anche le Forze dell'Ordine si trovano impotenti davanti a questi fatti; se un marocchino viene sorpreso a spacciare, una volta arrestato, processato e liberato per direttissima, l'indomani è nuovamente pronto a commettere lo stesso reato, vanificando così l'operato svolto da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Trovo inutile e puramente demagogico parlare di emigrazione, quando tutti sappiamo benissimo che il problema della sicurezza è legato all'immigrazione; anzitutto, è assolutamente necessario intervenire per bloccare il continuo flusso di clandestini dalle coste albanesi. Il Circolo Papini menziona l'America: bene, negli States, per risiedere non per motivi turistici, bisogna dimostrare di avere un reddito, altrimenti non viene convalidato il visto. Con queste parole, non voglio assolutamente precludere agli stranieri l'ingresso nel nostro Paese perché esistono migliaia di extracomunitari molto più motivati e volonterosi di molti italiani; non tutti però sono disposti a sacrificarsi e trovano lucro solamente con il mercato delle droghe o della prostituzione, altro triste e sempre più scottante problema.

Alla luce di quanto detto, penso che una maggiore attenzione debba essere posta sul controllo di tutti coloro che quotidianamente entrano in Italia, per vie legali e non. Sarebbe altresì apprezzabile un maggiore e concreto controllo da parte delle autorità per quanto concerne l'uscita di coloro che cercano fortuna proprio qui. La criminalità non è né di destra né di sinistra, né dell'America né del Terzo o Quarto Mondo: è un fenomeno reale che non si può ignorare e che va assolutamente combattuto, da tutte le forze politiche in gioco, destra o sinistra che sia.

Se si continua a sollevare polveroni solo in base alla bandiera che sventola, il Circolo culturale Papini sarà a breve frequentato da albanesi, e i futuri compagni universitari del consigliere comunale Carloni saranno tutti marocchini!

Alessandro Chisini

Il prezzo della crescita

Scrivo a proposito degli interventi pubblicati sul numero di luglio del vostro mensile, a proposito dell'aumento degli episodi di microcriminalità nel territorio fanese. Trascurerei il contributo apportato dal consigliere Carloni, espressione puntuale dello spirito che lo ha partorito, quello di un consigliere comunale alle prese con l'esame di maturità... Il cosiddetto "metodo Giuliani" chiamato in causa, è la risposta ad una situazione tanto degradata e grave da essere diventata un luogo comune; comunque una misura eccezionale e come tale arrivata in ritardo palese sul problema, non dimentichiamolo mai, e citarla come risposta ai problemi di una città come Fano è a dir poco ridicolo. Anche la solita equazione, "civiltà tecnologica fagocitante e origine dei mali della società", seppure condivisibile, ha poco senso in questo contesto.

Fano è per tradizione e per vocazione una cittadina tranquilla in cui gli episodi più gravi (fatta eccezione per il caso citato dal Circolo Papini che ha avuto come protagonista una mente malata e perciò poco attinente al discorso) sono le visite di ROM a case incustodite o la sparizione di bici e autoradio; e in cui possibile passeggiare in piena tranquillità a qualsiasi ora del giorno o della notte. E' comprensibile che in virtù di tali caratteristiche da un lato la popolazione e dall'altro le Forze dell'Ordine abbiano sviluppato un atteggiamento di vigilanza attenuata nei confronti di quegli elementi siano essi italiani o non, e questi ultimi abbiano approfittato di questa situazione.

Esaminando nel dettaglio i vari episodi raccontati dalla cronaca, risultano chiare alcune costanti che li accumunano: l'estemporaneità degli impulsi che li hanno originati, l'estrema disorganizzazione di chi li ha commessi, il disorientamento originato nelle vittime. Ben lungi da essere espressione di un tipo di delinquenza organizzata, questi episodi sono a mio avviso da catalogare nella classe di eventi fisiologici nel cammino di crescita di una cittadina che già da anni è crocevia (in senso figurato ma anche letterale) di flussi di carattere immigratorio, che solo ora cominciano a divenire importanti, con tutte le azioni e le reazioni ad essi connesse e che si avvia a vedere queste sue caratteristiche diventare sempre più evidenti. L'importante ora è tenere nel giusto conto i pericoli legati a questa situazione prima che essi la influenzino in maniera irreparabile. E' necessario un controllo più deciso e puntuale su tutto il territorio, un intervento che non si limiti alla mera repressione ma che contempli, vigilanza e supervisione discreta ma evidente che scoraggi chi crede di poter liberamente abusare del clima favorevole di una città che desidera e pretende di rimanere una città tranquilla.

Filippo Federici

Le vere posizioni della Destra

Leggendo il numero di luglio dello Specchio noto le affermazioni quantomeno opinabili contenute nell'articolo a pag. 14 firmato dal Circolo culturale "N. Papini". L'approssimatività di quest'articolo, che confonde il Capitalismo con il Liberismo e con la Destra, dimostra una grande ignoranza su quello che la Destra sia nel suo sviluppo storico. Non sono certo in grado io di fare chiarezza, chi ne fosse interessato potrebbe rileggere illustri autori, quali Gentile, Evola o Veneziani ed altri ancora. Quello che proprio mi disturba, perché tipico della propaganda falsa e demagogica vetero-comunista, è la frase "differenze abissali tra i redditi dei ricchi e quelli del resto della popolazione esistono sia nella società degli Stati Uniti che in quella del cosiddetto Terzo e Quarto Mondo. E le forze della Destra e del Liberismo selvaggio hanno questa società come obiettivo". Si pensi invece che sia io personalmente sia tutte le persone che conosco che si dicono di Destra abbiamo come obiettivo l'emergere del singolo all'interno di uno Stato che garantisca a tutti le stesse condizioni iniziali: per fortuna che c'è il Circolo Papini che ci dice cosa sia la Destra!

Cercherò di stringere al massimo le innumerevoli considerazioni che derivano da questa frase presa un po' a simbolo dell'articolo. Immagino che la società degli Stati Uniti sia considerata dal Circolo Papini come modello della società di Destra. Non so da che cosa sia stato dedotto. Ricordo infatti che spesse volte il M.S.I. si è spinto su posizioni anti-americane perfino eccessive. Ritengo che almeno negli ultimi dieci anni la Destra sia stata l'unica parte politica che ha mantenuto un certo ritegno verso l'America, cioè lealtà per il patto NATO, ma sovranità sul proprio territorio; o devo forse ricordare come la sinistra anti-imperialista si sia fatta infinocchiare più volte dagli Stati Uniti, ad esempio clamorosamente nell'episodio del Cermis?

Non ho mai letto nulla, della Destra o a noi riconducibile, che proponga il Liberismo totale; anzi, basta leggere i giornali, per sapere che proprio in questi giorni c'è polemica fra le due correnti egemoni di Alleanza Nazionale: quella liberale e quella sociale; non è che si possa dire che la prima sia ultra-liberista e la seconda socialista… Continuando a leggere, si nota un po' di confusione sulla dottrina liberista, che è una dottrina economica, mentre nell'articolo essa viene messa in relazione con la garanzia che darebbe al cittadino di difendersi da solo come nella società americana, proposta che non ha nulla di economico, sempre che non si voglia accennare al potentissimo Cartello delle armi degli Stati Uniti, situazione non importabile in Italia; anche qui sfido a trovare una proposta recente della Destra, almeno italiana, che liberalizzi l'uso delle armi.

Un'ultima nota che peraltro conferma la mentalità comunisteggiante di quest'articolo riguarda il passo dove si afferma che non possiamo credere vera l'eguaglianza fra immigrazione e criminalità in quanto noi italiani abbiamo esportato la mafia. Sfido il Circolo culturale Papini a trovare dichiarazioni di seri esponenti della Destra che abbiano proposto quest'eguaglianza; al massimo si potrà trovare ragionamenti per cui, ed io personalmente li condivido, un numero troppo alto di immigrati per le potenzialità lavorative di una nazione come l'Italia, costringe questi poveracci a passare alle branche della criminalità per sopravvivere. Personalmente ogni volta che vedo una signorina extra-comunitaria sulle strade, non esito nel ricordare che ce l'hanno mandata Prodi, D'Alema e chi l'ha fatta entrare pur sapendo di non avere nulla da offrirle. Peraltro, ho amici siciliani che sono emigrati cinquant'anni fa in Australia e a cui indirizzerò quest'articolo affinché sappiano che anche in Italia c'è gente che pensa ancora nei termini di "Italiani pizza, mafia e spaghetti". Concludo con l'invito che lo stesso Circolo culturale "Papini" fa: dovremmo conoscere la nostra storia; possibilmente non leggendola sui libri che stanno facendo circolare il ministro Luigi Berlinguer e i suoi successori…

Carlo Alberto Consani
Consigliere di A.N.
I Circoscrizione - Pesaro

 

 


 
 
 
 
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