La raccolta differenziata
Cara Aspes, sono un convinto collaboratore di codesto ente e mi premuro di tenere separati i rifiuti domestici, per quanto ci è dato di fare con le nostre risorse. Vi scrivo queste righe perché non contrario, ma contrariato da certe vostre scelte che mi costringono ad aggiungere gli straordinari al pur odioso lavoro di smaltimento: la collocazione dei cassonetti. Poiché nello spazio casalingo non è possibile moltiplicare i contenitori, viene naturale di collocare le bottiglie, che sono il 99 per cento dei rifiuti di plastica, insieme alle bottiglie, che sono il 99 per cento dei rifiuti di vetro. Invece per una perversione dell'universo i rispettivi punti di raccolta sono rigorosamente lontani, essendo invece inutilmente vicini quelli della plastica e della carta. Cosicché non si può prelevare dallo stesso contenitore ed infilare uno qua uno là nei rispettivi cassonetti. Bisogna fare una cernita temporanea nello stesso bidone, poi trasferirsi altrove per completare l'opera.
Suggerirei anche un altro segno di comprensione nei nostri confronti: praticare nei cassonetti delle aperture più consone allo svuotamento immediato del nostro bidone, senza costringerci a infilare supposte per lunghissimi minuti, magari sotto il sole o comunque sotto lo sguardo preoccupato di alcuni astanti che (si vede benissimo dalle loro occhiate) non si sognerebbero mai di dedicare tanto tempo ad una attività improduttiva che trova la sua rimunerazione solo nella coscienza di ripulire meglio il mondo.
La pazienza dei collaboratori viene così scoraggiata; infatti ho notato che molti si limitano ad abbandonare più o meno nei paraggi, grappoli di sacchetti pieni di bottiglie di vario genere.
Le code verso Via Milano
Questa è per l'ing. Giorgio Viggiani, che mi dicono sia il sovrintendente al traffico.
Si sta in coda sulla Statale, attendendo di poter girare a sinistra, verso via Milano. Ma quando viene il verde spesso non si può procedere perché un altro semaforo all'angolo con Via del Carso, 50 metri prima, è ancora rosso. Quando finalmente questo è verde, non si può più procedere perché nel frattempo è rosso su via Milano e si ricomincia la coda: perché i due semafori non sono sincronizzati. Leggo dai giornali che sono in arrivo altre rotatorie, anche in quella zona. Ben vengano, ma nel frattempo la situazione irrazionale non è accettabile, neppure per poche settimane, figuriamoci per mesi. L'impegno dell'intervento è così modesto che veramente non è tollerabile alcuna dilazione, specie per chi è costretto a passarci tutti i giorni.
Bastian Contrario