Dagli itinerari di caccia percorsi dal duca Francesco Maria II Della Rovere fino alle battute della famiglia Benelli ai primi del Novecento: undici capitoli nella storia della caccia, sempre con il “mirino” puntato sul territorio di Tavullia, i suoi personaggi, gli appassionati della doppietta, gli splendidi cani da punta, gli appostamenti, le avventure sulle colline della provincia. Nando Cecini è l'autore del prezioso libro d'arte “Storie di caccia nel territorio di Tavullia” (edizione Arti Grafiche della Torre), corredato da tre acqueforti dall'artista Franco Baldelli, sui temi della quercia, del cavaliere e del cane di punta, e pubblicato in una edizione numerata di 150 esemplari. La novità della pubblicazione consiste nell'intrecciare una serie di memorie e documenti attinenti al Comune di Tavullia con le notizie storiche sulla stretta connessione tra caccia e ambiente, sulle tecniche come veniva praticata, sulle leggi statutarie che la regolavano. Così si possono conoscere cacciatori come il visconte Guido della Tomba sul finire del XIII secolo, gli itinerari di caccia praticati dal duca Francesco Maria II Della Rovere sul finire del Cinquecento, la conferenza accademica dello storico pesarese Annibale Abati Olivieri sulla regolamentazione della caccia alle palombe, il brogliaccio del capitano garibaldino Francesco Aiuti, la nostalgica rievocazione di Paolo Albini delle battute di caccia della famiglia Benelli nei primi decenni del Novecento.
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