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Solo coltivando la pace si può veramente ottenerla
L’attività dell’Associazione “Time for peace”
Il Terzo Millennio, appena iniziato, lascerà ai posteri un ricordo che mai sarà dimenticato. Il disastro provocato alle Torri Gemelle in quel drammatico 11 settembre ha travalicato ogni più funesta previsione di attentati rivolti al mondo occidentale. La guerra, considerata purtroppo come unica risposta plausibile agli attacchi terroristici, ci farà ritornare con la memoria al recente passato. E pensare che avevamo a mala pena terminato di metabolizzare le immagini, le notizie, le testimonianze sulle pulizie etniche, sulle fosse comuni, sui lager, sulle azioni di guerra e i bombardamenti “intelligenti” che hanno riempito le cronache degli anni scorsi. Ci siamo assopiti dimenticando, rimuovendo precipitosamente dalla nostra memoria ciò che era avvenuto, come se non ci appartenesse, come se fossimo invulnerabili ad azioni di quel genere. Ora l'attentato e le azioni di guerra ci hanno fatto risvegliare bruscamente, facendoci capire, in maniera così cruda, che non siamo sicuri neanche a casa nostra.
La preponderanza di queste notizie su tutti gli organi di stampa non ha lasciato spazio a un'iniziativa promossa da “Time for peace” proprio nei giorni della tragedia. L'Associazione, già presente ed operante da anni nelle Marche, si fece conoscere a Pesaro in occasione della guerra in Bosnia quando, con l'aiuto degli abitanti di Villa Fastiggi, furono raccolti aiuti poi inviati ai profughi bosniaci. Successivamente nel 1999 nacque, nel quartiere di Santa Maria delle Fabbrecce, il Comitato pesarese. La sua nascita fu opera sì degli adulti ma a gettare il seme furono i piccoli, esattamente due fratelli, Ivana e Davor, profughi bosniaci, dal 1996 a Pesaro. I due ragazzi, frequentando la Scuola elementare “Anna Frank” di Santa Maria delle Fabbrecce, manifestarono alle loro insegnanti la nostalgia per la lontananza dai cugini rimasti a Sarajevo e la speranza di rivederli al più presto. Le insegnanti del plesso accolsero l'appello mobilitando gli alunni della Scuola e i loro genitori; in breve tempo, dalla vendita degli oggetti prodotti dagli stessi ragazzi, fu raccolta la cifra di quattro milioni. Era il 1997 e le Marche furono colpite dal terremoto; nel vedere in televisione i disastri subiti da quelle popolazioni i ragazzi della “Anna Frank” decisero di devolvere parte del denaro raccolto ad una scuola elementare di Fabriano per l'acquisto di materiale didattico. Rimaneva ora l'ostacolo più grande: consegnare il denaro rimasto alla Scuola “Alexa Santic” di Sarajevo, la scuola del quartiere in cui vivevano prima della guerra Ivana e Davor. Scartata l'ipotesi, per problemi logistici, di inviare una delegazione in Bosnia, rimaneva la possibilità di accogliere un gruppo di ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, a Pesaro ospiti delle famiglie dei loro coetanei. L'invito fu raccolto con entusiasmo da trenta famiglie pesaresi e ciò permise ad altrettanti ragazzi bosniaci di trascorrere una settimana a Pesaro intervallando lezioni a scuola a visite guidate ai dintorni della città. Però, come tutte le cose belle, anche questa durò troppo poco.
Una seconda iniziativa è stata quella dell'adozione a distanza con il lancio della campagna “Adotta la pace”, un progetto che prosegue ancora e che i soci dell'Associazione "Time for peace" si augurano prosegua ancora per tanto tempo perché grande è il bisogno di quelle persone. Praticamente si tratta di adottare una famiglia, tra quelle, più bisognose, segnalate dalla direzione della Scuola “Alexa Santic” di Sarajevo, e versare sul conto corrente dell'Associazione la cifra di L. 70.000 mensili per almeno dodici mesi. Di questa cifra, L. 60.000 mensili vengono consegnate alle famiglie adottate due volte l'anno (il prossimo viaggio è dal 31 ottobre al 5 novembre) attraverso i soci che, a loro spese, si recano in Bosnia. Un viaggio che può essere intrapreso da chiunque voglia verificare direttamente dove vanno a finire i fondi raccolti. Dal 1999 ad oggi sono stati consegnati, a 60 famiglie bosniache, 60 milioni di lire che in alcuni casi sono l'unico sussidio a disposizione.
In occasione della guerra in Kosovo l'Associazione ha promosso, tra le scuole materne ed elementari del pesarese, la raccolta di generi alimentari a lunga conservazione e prodotti per l'igiene della persona. La risposta dei cittadini è stata oltremodo generosa; in due settimane sono stati raccolti 70 quintali di prodotti poi inviati al campo profughi allestito alla ex base NATO di Comiso in Sicilia. Dall'anno 2000 l'impegno dell'Associazione è stato condiviso dal Comitato Provinciale di Pesaro e Urbino della UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) che, con la campagna "1.000 lire per Sarajevo" e la disponibilità dei suoi soci ha permesso di raccogliere fondi (in parte destinati all'adozione a distanza di una famiglia bosniaca ed in parte utilizzati per acquistare materiale ginnico-sportivo donato alla Scuola “Asan Kikic” di Sarajevo).
Le attenzioni non sono comunque rivolte solo ai più giovani; nel 2001 l'Associazione ha instaurato un rapporto di collaborazione con un Centro Sociale per anziani, gestito da una padre francescano, che ha come scopo quello di aiutare le persone anziane che la guerra ha reso ancora più sole ed emarginate. L'aiuto di “Time for peace” consiste nel sostenere economicamente il lavoro di un medico cardiologo che visita periodicamente al loro domicilio quegli anziani impossibilitati a muoversi e nell'arredare i locali del Centro al fine di renderli più accoglienti per coloro che vi passano momenti di relax.
L'ultima iniziativa in ordine di tempo ha consentito di ospitare a Pesaro (dal 10 al 17 settembre) 30 ragazzi e 6 accompagnatori, di etnie e scuole diverse, i cui Istituti hanno aderito ad un progetto di scambi interetnici. Un caso fortuito ha voluto che mentre in quei giorni si respirava un'atmosfera cupa di guerra, 30 ragazzi provenienti da Doboj (di etnia serba) e da Sarajevo (di etnia musulmana e croata) ed altrettanti studenti della Scuola Elementare “Anna Frank” di Santa Maria delle Fabbrecce, della Scuola Media “Galilei” di Villa Fastiggi e della Scuola Media “Alighieri” di Soria hanno mostrato con la gara di scacchi promossa nell'ambito di “Gradara Ludens” ed con altri momenti di vita comune che l'amicizia e la pace sono possibili anche se si appartiene ad un diverso credo religioso o si parli un'altra lingua o si abbiano tradizioni diverse.
L'augurio è che tali impegni siano condivisi da altre persone ed altre Istituzioni, alle quali si chiede di mettere una mano sul cuore ed aiutare tante famiglie che la guerra ha privato di tutto, che aspettano un aiuto per sperare in un futuro migliore, che possano dimenticare in fretta i lutti, i dispiaceri, le privazioni che la guerra ha lasciato, perché solo coltivando la pace, solo parlando di pace, si può veramente ottenerla.
Per informazioni: Tel. 0721 287236 (ore pasti) - 329 0219357

Renato Molinelli
Associazione “Time for Peace”


 
 
 
 
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