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La bellezza senza illusioni


I consigli del medico estetico

Nell'Elisir d'amore, melodramma giocoso di Gaetano Donizetti, viene presentato il ciarlatano dottor Dulcamara che, in piedi su un carro dorato, propaganda le magiche virtù del proprio rimedio universale “Tocca e sana”. E per confondere gli astanti creduloni declama: “È questo l'odontalgico, mirabile liquore, dei topi e delle cimici possente distruttore... Comprate il mio specifico, per poco io ve lo do”. Così conclude Dulcamara e promette un elisir di lunga vita, capace di ridare vigoria sessuale agli anziani, togliere il pianto alle vedove, ringiovanire le rigide matrone e conferire pelle liscia alle donzelle; e insieme di guarire ogni sorta di malattia, dall'apoplessia al mal di fegato, dalla scrofola al rachitismo, dall'isteria all'asma.
Che risparmio per il Servizio Sanitario nazionale (o regionale, come vuole la Lega)! Altro che medicina ufficiale. In vero, ancora fino alla fine dell'Ottocento, i rimedi in vendita in farmacia erano pochi e, per la maggior parte, fantasiosi. Il più venduto era una panacea (cura di tutti i mali) chiamata Teriaca o Triaca, antidoto contro il morso dei serpenti e i veleni in genere, ma anche contro la cefalea, i vermi intestinali, i deliri, le emorragie, ecc. Conteneva d'obbligo carne di vipera, ma anche genziana, oppio, cannella, scilla, liquirizia, rosa rossa, zafferano, finocchio, pepe, mirra, zenzero, valeriana, anice, spigonardo, incenso... e altri 60-80 ingredienti, che variavano secondo le città, essendo la più famosa quella di Venezia, seguita a ruota da quelle di Bologna, Roma e Genova. Oggi sarebbe giudicata adatta tutt'al più a condire un piatto esotico, di montone alla brace con verdure lesse, ma era allora il rimedio principe di tutte le farmacie.
Molti rideranno, leggendo di questo e altri “toccasana” del passato, abituati come sono a farmaci specifici (e costosi, per altro, perché frutto di ricerche e sperimentazioni lunghe e onerose), capaci veramente di guarire l'ulcera o sciogliere i calcoli, di contrastare la depressione e fare dormire gli insonni, di uccidere i meningococchi e prevenire la poliomielite. Stranamente però, la paura irrazionale della “chimica” o l'ansia legittima di guarire da mali definiti “incurabili” dalla medicina ufficiale, come il cancro o alcune paralisi, fa fuggire ancora oggi una parte dei civilissimi europei, tutti con telefonino e computer, nel mondo magico dei guaritori, degli astrologi, degli imbonitori di tutte le risme. Ecco che una parte consistente dei lettori affida la propria salute ai talismani (pietre dinamizzate o vitalizzate sono vendute persino per posta), all'imposizione delle mani che emanano fluidi, alla recita di formule rituali, agli oroscopi. Per restare nel campo della dietologia e della medicina estetica ecco una prima considerazione fondamentale per chi insegue il mito faustiano della giovinezza e sarebbe disposto “a vendere l'anima al diavolo” per avere sempre la pelle liscia dei diciotto anni e il fisico dell'indossatrice: l'invecchiamento è inevitabile, nonostante le utopie dell'ingegneria genetica, e si può solo ritardare, anche se buona parte di esso è programmato geneticamente. In altre parole se tuo padre è diventato calvo o ha avuto i capelli bianchi a quarant'anni, dovrai rassegnarti. Idem se tua mamma o tua nonna avevano la cellulite da ragazze o la pancetta dopo la menopausa. Potrai solo correggere o compensare in parte quello che è il corso inevitabile della natura.
Non sono le rughe che fanno soffrire, ma come si vivono le rughe. Un volto solcato da rughe d'espressione a cinquant'anni, racconta, a volte come un libro aperto, la storia e le passioni di un uomo o di una donna che vivono intensamente. Certo, ormai tutti sanno che il sole in eccesso o le lampade abbronzanti a go-go fanno invecchiare rapidamente la pelle (e ne provocano anche il cancro); le creme filtro o gli idratanti dopo-sole riducono i danni, ma non li eliminano. A questo punto l'invecchiamento cutaneo si può in parte evitare e, sempre e solo in parte, rimediare, con le applicazioni di acido glicolico, le iniezioni di collagene o di acido ialuronico.
Ogni stagione della vita va però accettata, come le stagioni dell'anno: ognuna ha i suoi frutti, belli e meno belli. L'autunno da noi fa cadere le foglie e porta castagne e noci, ma l'inverno ha anche le arance colorate e i cachi dolcissimi. Dopo avere accettato l'ineludibile, ed è la prima regola, occorre poi non farsi turlupinare (che buffa parola, da Turlupin, personaggio della Commedia del Seicento), cioè ingannare, dal miraggio del dimagrimento e della bellezza facile. Se esistesse il modo di dimagrire senza fatica tutti sarebbero magri, in particolare nella ricca America, dove la ricerca scientifica è all'avanguardia ma gli obesi si sprecano (il 40% degli americani è in sovrappeso e in Italia il 25-30%). La “pillola” che fa dimagrire mangiando ancora non c'è, né mai forse ci sarà. Chi, per sua sfortuna genetica, tende ad ingrassare deve assoggettarsi a “regole” (dieta, non per niente, significa “regola quotidiana”) e a qualche rinuncia non insormontabile.
Allora ecco cosa ci vuole: dieta ipocalorica, ginnastica e sport, comportamento corretto, riduzione degli stress e dei conflitti psichici. Tre sono le medicine fondamentali per dimagrire: conoscenza - volontà – costanza, molto prima degli anoressanti (riducono di poco la fame) e degli inibitori l'assorbimento dei grassi (riducono di pochissimo l'assimilazione dei grassi della dieta).
Chi promette di fare dimagrire con saune, massaggi, lampade a infrarossi, lettini mirabolanti o diete strane, anche se ha qualche risultato temporaneo, quasi mai ha risultati duraturi, né ottiene quell'educazione alimentare e comportamentale che stanno alla base di un dimagrimento permanente e senza rischi che solo il medico dietologo può garantire. Chi promette di mandare via la “cellulite” o il “grasso superfluo” con le creme, le pillole “che sgonfiano”, le cyclette e le tute dimagranti è un novello dottor Dulcamara. Molte ditte di cosmetici, non per niente, sono state punite dal Giurì della pubblicità per “pubblicità ingannevole” e molti “Centri di dimagrimento rapido”, lavorano sul filo del rasoio, tra promesse inevase e trattamenti di non documentata efficacia. Sia ben chiaro poi che dimagrire o “restare giovani” non è frutto di un'infatuazione momentanea, ma di un complesso di “azioni virtuose” e di “conoscenze pratiche”, alle quali, questa serie di articoli vuole contribuire.
Innanzi tutto, se vuoi mantenere la pelle giovane, non “vendere l'anima al diavolo” e non comprare lo “specchio di Dorian Gray”. Applica soltanto la triplice regola:
1. poco sole in faccia: distrugge il collagene; 2. niente fumo: ossida le biomolecole; 3. molta verdura e frutta, un goccio di vino rosso: contengono gli antiossidanti che riducono i danni delle radiazioni e dei radicali liberi.

Se non hai più vent'anni, rinnova periodicamente la pelle “vecchia” con applicazioni di acidi della frutta: rendono l'epidermide liscia, idratata, stimolano la produzione di collagene, schiariscono le macchie dell'invecchiamento e del sole e, soprattutto, sono innocui. L'acido glicolico, l'acido piruvico, l'acido fitico, l'acido tricloroacetico si possono applicare da soli, come creme cosmetiche che trovi in farmacia, oppure, a più alta concentrazione e più rapidi, li può applicare il medico. Nei casi più gravi (acne, rughe, macchie estese, smagliature) la pelle può essere rapidamente rinnovata, dal medico estetico, mediante un peeling (“pelatura”) o un resurfacing (“spianatura”) con applicazioni di sostanze chimiche anch'esse innocue, di raggi laser o di onde diatermiche. Ne parleremo più estesamente nei prossimi articoli.

L. Baffioni Venturi (riquadrino sotto la firma) I lettori che fossero interessati a porre quesiti specifici al medico estetico possono indirizzare le loro lettere allo Specchio (per posta, per fax o per e-mail). Nel caso di risposta sul giornale sarà garantito l'anonimato a coloro che lo richiedono. Negli altri casi il dottor Baffioni Venturi provvederà a rispondere per lettera all'indirizzo privato.


 
 
 
 
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Lo Specchio della Città - periodico per la Provincia di Pesaro e Urbino - Redazione: tel. 0721/67511 - fax.0721/30668 - E-mail:info@lospecchiodellacitta.it

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