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Primavera senza rondini?


Ricordo ancora quel piacevole odore di primavera che assaporavo da bambina, quando con i primi caldi uscivo, a passeggiare verso il mare. Il profumo dei fiori dei giardini delle ville di Viale della Repubblica dava una carica piacevole e in cielo migliaia di rondini volavano garrule, mettendo allegria.

Non sono Matusalemme, il mio odorato, il mio udito e la mia vista sono ben funzionanti, ma difficilmente percepisco ancora il profumo dei glicini, tantomeno sento e vedo le rondini. Cosa significa tutto ciò? Il segnale non è positivo, non tanto per i miei organi di senso, quanto per l'ambiente in cui tutti viviamo, sempre più insano. Se negli anni Settanta si stimava che la popolazione di rondini sopra i nostri cieli fosse di circa una decina di milioni di esemplari, adesso non supera i sei milioni. E solo quest'anno ne avremo ventimila esemplari in meno. Gli esperti assicurano che, se la diminuzione andrà avanti con questo ritmo, fra vent'anni non vedremo più nemmeno una rondine, e mancherà anche un importante anello di una catena alimentare che rappresenta la base della nostra esistenza biologica. Infatti questi uccelli sono insettivori e il loro calo porterà sicuramente a un aumento degli sgradevoli ospiti delle notti estive. Ma non solo: costituirà, soprattutto, un danno per le colture, che dovranno per forza essere disinfestate con antiparassitari e insetticidi, provocando effetti nocivi sulla nostra salute.

Ecco perché la vita degli uomini è correlata alla vita delle rondini e se vogliamo che in qualche modo gli esemplari tornino ad aumentare, dobbiamo fare attenzione ad aiutarle e proteggerle, non distruggendo i nidi.

Rosalba Angiuli

La primavera avvelenata

In uno dei primi best seller ecologisti, "Primavera silenziosa", già trent'anni fa Rachel Carson si faceva la stessa domanda della signora Rosalba Angiuli quando osservava che i nostri cieli si facevano sempre più poveri e vuoti di quella quantità di piccoli uccelli che hanno da sempre accompagnato la vita dell'uomo. Le rondini rappresentano uno degli ultimi simboli dell'impoverimento drammatico della vita che ci circonda: anche e proprio in città. Ormai abituati al vuoto, oggi, al contrario, istupiditi dalla marea di messaggi mediatici, c'è chi si stupisce di vedere merli o capinere nel proprio giardino! Al contrario di ciò che è la vita naturale, ormai l'uomo anche nelle città tende a semplificare e ridurre: prati rasati di loglietto, siepi squadrate di cipresso arizonico, abetini e palmette… e così spariscono margherite, cardi selvatici, fiordalisi e papaveri; ma anche cardellini, verdoni, fringuelli. Spray insetticidi in quantità su rose, camelie, violette e fiori vari… e i giardini e i balconi diventano asettici e senza piccoli insetti (innocui al 99%): api, bombi, farfalle e farfalline, formiche, coleotterini, piccoli ditteri; e scompare l'alimento per silvie, capinere, merli e rondini… E intanto, senza prevederlo e senza preoccuparsi della tossicità delle sostanze usate, le impegnate madri d'oggi avvelenano lentamente mariti, figli, nipoti e ospiti occasionali.

Che fare per le rondini in città? Molto: tenere una quota di giardino incolto con piante selvatiche autoctone. Nutriranno insetti che volano: piccoli coleotteri, farfalle, api e bombi, formiche alate… di sera, complici le correnti ascensionali, saranno un buon cibo per balestrucci, rondoni e vere rondini (quelle poche che ancora sono in città). Usare pochissimi insetticidi in giardino, in casa sui balconi e solo quelli selettivi e necessari (sentire un naturalista non un venditore di prodotti!). Mettere in giardino piante nostrane con fiori e frutti: eliminare thuje, cipressi e cipressini, palmette e abetini privilegiando invece biancospini, prugnoli, ligustri, sorbi, mirti, corbezzoli, che danno frutti e farfalle usati dagli uccelli.

E poi: architettura biologica. Chiedere all'onnipresente architetto o ingegnere di progettare piccole modifiche "ecologiche" per la casa: travetti sotto i cornicioni per i balestrucci, spianate con fori per rondoni, sostegni sottoportico per il nido delle vere rondini. Ci sarebbero mille modi per rendere più abitabili le nostre case ai nostri compagni alati; potremmo davvero rivedere più rondini, signora Rosalba, se la gente fosse più disponibile ad essere un po' meno ignorante e a volere che il mondo attorno a noi sia vivo e non sterile.

Massimo Pandolfi


 
 
 
 
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